🧪 La prova
Sei fra le prime persone che lo usano. Serve a trovare quello che si rompe adesso, mentre siamo in pochi e nessuno ci sta contando sopra per ritrovare il proprio cane.
1. Crea l’account e di’ chi sei
Se sei un canile, un gattile, un’associazione o un veterinario dillo nel profilo: cambia quello che il sito ti apre. Compila i dati dell’ente, salva, esci e rientra — devono essere ancora lì.
Registrati2. Pubblica un annuncio, e poi correggilo
Metti foto, zona e caratteristiche. Poi torna sull’annuncio e cambia qualcosa: il colore, la via, una cifra del telefono. Le correzioni non devono far ripartire l’avviso di zona.
Pubblica3. Prova la richiesta di contatto
Da un altro account, apri un annuncio altrui e chiedi il contatto. Il numero non deve vedersi finché l’altro non accetta. Chi ha pubblicato trova la richiesta nel proprio profilo.
Vai alla bacheca4. Segnala un avvistamento
Sull’annuncio di qualcun altro, scrivi «l’ho visto qui» e allega una foto — dalla fotocamera o dalla galleria. Se la foto ha dentro le coordinate, il punto deve essere quello dello scatto e non quello dove sei adesso.
5. Accendi gli avvisi di zona
Imposta la zona, il raggio e ogni quanto vuoi essere avvisato. Poi fai pubblicare un annuncio lì vicino a qualcun altro e guarda se arriva. È la parte meno provata di tutte: se non arriva niente, scrivilo.
Imposta gli avvisi6. Compila la scheda di un animale tuo
Le tre foto, il microchip, il libretto fotografato — la lettura automatica del libretto propone microchip e data. Poi correggi la scheda e controlla che il diario resti dov’è. Questa scheda non la vede nessun altro: verificalo aprendo l’indirizzo da un altro account.
Le tue schede7. Guarda cosa succede senza permessi
Nega la posizione al browser e riprova «vicino a me»: deve dirti come sbloccarla, non lasciarti fermo. Con il GPS spento la ricerca deve comunque coprire tutta l’Italia.
Permessi8. Chiudi un annuncio come è andata davvero
Anche male, se è andata male. Le chiusure tristi non devono fare festa: niente suono e niente coriandoli.
Come raccontare cosa non va
Tre righe bastano, e servono proprio queste: cosa stavi facendo, cosa ti aspettavi, cosa è successo invece. Se puoi, aggiungi il telefono che usi e il browser: metà dei problemi vive solo su un modello.
Una schermata vale più di una descrizione. E se una cosa ti sembra stupida o brutta dillo lo stesso: è più facile cambiarla adesso che fra sei mesi.
Cosa non c’è ancora, non serve segnalarlo
- L’app da scaricare è ancora la versione dimostrativa: gli annunci veri stanno qui.
- Il sito parla solo italiano.
- Non c’è ancora la messaggistica interna: il contatto accettato passa il numero vero.
- L’inserimento in blocco per canili e gattili è in arrivo.
Dove finiscono i tuoi dati e chi li vede sta nei termini d’uso. Puoi cancellare tutto dal tuo profilo, quando vuoi.